#NAKED

Mentre Mr. Bear guidava verso la spiaggia del peccato io avevo solo un pensiero in testa: “non mi spoglierò mai nudo!”.
Se pensate che per me è stato un trauma passare dai boxer agli slip capirete benissimo che non sono un tipo esibizionista, inoltre la mia timidezza è forte.. più forte di me!

IO NUDO TRA LA GENTE???

Il mio peggiore incubo!

I parcheggi all’ombra ovviamente erano tutti presi quindi lasciammo la macchina sotto il sole cocente estivo e ci incamminammo verso la spiaggia. Dopo circa 10 minuti di mi venne un piccolo dubbio… il portafoglio! Dove ho messo il portafoglio???
Mr. Bear tirò fuori il suo lato peggiore da checca isterica insultandomi senza freni e si mise ad aspettarmi sotto un albero mentre io tornavo indietro a recuperare quel contenitore di soldi che nel mio caso dovrebbe chiamarsi “portascontrini” visto che ci sono solo quelli dentro!

Ero un po’ nervoso, mentre attraversavamo la pineta mi passarono per la testa tanti pensieri: se non mi piace vedere tutte quelle persone nude intorno a me? se mi fanno storie perché resto vestito? se incontro qualcuno nudo che conosco?
L’ingresso in spiaggia mi tranquillizzò. Prima di tutto notai subito che non tutti erano nudi, quindi potevo tenermi il mio costumino senza problemi. Inoltre mi accorsi che ognuno si faceva i ca**i propri… C’erano quelli che chiacchieravano coi vicini d’ombrellone (tutti nudi), c’erano quelli che facevano le passeggiate (nudi), quelli che facevano il bagno (nudi), quelli che dormivano (nudi), quelli che prendevano il sole (nudi) ed ovviamente i nord-europei (nudi).
Perché quelli col costume se ne stavano sotto l’ombrellone??? Alcuni tenevano il cellulare in mano mentre altri muovevano la testa come dei suricati nervosi strafatti di caffeina e cocaina!
Sottoposi la questione a Mr. Bear. La risposta:

“Quelli col cellulare in mano sono gay che cercano qualcuno con cui accoppiarsi in pineta mentre i secondi sono dei guardoni… probabilmente etero!”.

Ok… mistero risolto!

Ombrellone piantato, teli da mare stesi, vestiti tolti. Probabilmente la naturalezza con cui quella gente stava nuda mi rassicurò. Ero seduto, alzai leggermente le gambe e tolsi il costume senza pensarci troppo. Mi sdraiai subito a pancia in giù mostrando (forse) il mio lato migliore: natiche bianco latte, ero il novellino della spiaggia!

“Fortuna che eri timido! Se eri coraggioso non oso pensare che avresti combinato!”

“Tu invece… super coraggioso sei ancora vestito?”

Mr. Bear non se lo fece ripetere due volte e si tolse il costume.

Non vi nascondo che i primi 15 minuti furono abbastanza imbarazzanti poi ci abituammo alla situazione e cominciammo a rilassarci. Ruppi il silenzio con un’esclamazione del mal augurio: “sei consapevole che incontreremo qualcuno che conosciamo ora che ci siamo nudi?”. Ed eccolo… io lo conoscevo solo di vista ma sapevo che era un amico del mio compagno, inizia a bisbigliare in preda al panico: “Hey… Hey… c’è quel tipo che conosci… quello che incontriamo sempre in discoteca… ora che facciamo???”.
Mr. Bear, con estrema nonchalance, si alzò ed andò a salutarlo. Io invece tornai sdraiato nella mia posizione di sicurezza: chiappe in su! La scenetta fu molto simpatica, il ragazzo faceva parte della categoria “quelli col cellulare in mano” quindi il suo scopo era palese. Quando vide Mr. Bear nudo fece finta di coprirsi gli occhi portandosi una mano sulla fronte ed abbassò lo sguardo in direzione dei genitali… Questi gay sono terribili! Parlarono giusto due minuti, io lo salutai dalla mia posizione di sicurezza.

Si presentò un altro problema… la pipì! Dovevo camminare fino al mare, in posizione eretta, nudo… non era il caso di gattonare verso la riva! Inizia a studiare il passeggio sulla battigia, dovevo aver abbastanza tempo per camminare tranquillo senza correre ed ovviamente senza incontrare qualcuno. E così feci… tranquillo… senza fretta!
È una bella sensazione fare il bagno senza costume, piacevole! Poi arriva lo stronzo di turno che inizia a parlare con l’amico delle meduse… Magia finita, si torna alla base.

I nostri vicini di ombrellone erano veramente brutti ed abbastanza vecchi. Tra gli uomini e le donne non so chi era peggio! Poi arrivò lui… glabro con 5 capelli gialli sulla testa… non biondi… GIALLI! Il ragazzo si spogliò e nello stendere l’asciugamano si chinò in avanti mostrandoci molto bene il suo lato “B”… sono quasi sicuro di aver intravisto le sue tonsille! Io e Mr. Bear decidemmo che per gli amici lui sarebbe stato il Signor LOrello!

Ormai mi sentivo un naturista patentato, totalmente a mio agio con me stesso e con gli altri così accettai la proposta di Mr. Bear… Una passeggiata.
Mi sentivo leggermente osservato… più o meno da tutti, forse era solo una mia impressione ma… no… ci guardavano! Forse per gli abitué della spiaggia eravamo la novità della giornata. Passammo davanti una coppia di giovani ragazzi carini, arrivò il nostro turno di guardare!

Comunque questi uomini nudi sdraiati a gambe aperte sono proprio una cosa inguardabile! E le signore “diversamente giovani” con le tette fino alle ginocchia??? Aiuto!!! Ammiro la loro libertà, forse provo pure un po’ d’invidia… io mi faccio 1.000 complessi per un brufolo! Ho solo qualche piccolo interrogativo: dov’è il limite tra esibizionismo e naturismo? Esiste? Oppure sono due realtà inscindibili? E soprattutto… se si definiscono naturisti… perché sono tutti rasati senza peli?

Tornati dalla passeggiata restammo ancora un’ora in spiaggia a goderci gli ultimi raggi di sole che la giornata aveva da offrirci.
Esperienza da ripetere… lontano da casa!

g-s-b@libero.it

 

 

 

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A zonzo per il Marocco!

L’inizio di una nuova relazione comporta una serie di prime volte: la prima cena, il primo bacio, il primo cinema, il primo mare ed ovviamente la prima vacanza. C’erano diverse destinazioni in ballo ma alla fine decidemmo per il Marocco. Non troppo lontano, non troppo costoso e non scontato come le altre mete.

Condivisi quasi subito la notizia col mio amico Nik e la sua reazione mi lasciò abbastanza basito: “io ci sono stato, fa schifo! Il cibo fa schifo, la gente fa schifo e soprattutto ricordati che in quel paese quelli come noi non sono visti di buon occhio!”

L’entusiasmo iniziale fu fatto a brandelli da una semplice frase. Io volevo fare il fico… il tipo trendy… l’alternativo! Lui mi fece sentire come lo sfigato di turno!

Giusto per sicurezza decisi di informarmi riguardo la situazione gay in Marocco. AIUTO! Trovai diversi siti ove consigliavano di non dare troppo nell’occhio, niente mano nella mano, assolutamente vietati i baci e niente sguardi ammiccanti. Non ero tranquillo, cioè… sono cose che non faccio in Italia e non avevo assolutamente intenzione di iniziare a farle là tuttavia stava crescendo un piccolo stato d’ansia dentro di me. Ne parlai con Mr. Bear che mi tranquillizzò dicendomi che erano sciocchezze e che mi stavo preoccupando per nulla.

 Aeroporto: in fila al check-in eravamo gli unici italiani… ed eravamo gli unici con una  sola valigia a testa. Tutti gli altri passeggeri erano marocchini ed avevano carrelli colmi zeppi di valigie! No, fortunatamente per loro non era un volo Ryanair!

Prima tappa: Agadir.

Arrivammo a tarda notte, l’hotel super lussuoso mi fece sentire per qualche minuto fuori posto ma ci si abitua velocemente alle cose belle! Un’occhiata veloce in giro e subito a letto devastati dal viaggio!

Trascorremmo tre giorni di puro relax! Le giornate iniziavano con una buona colazione a base di pita, marmellata e buonissimo tè alla menta. Proseguivano con una lunga passeggiata al mare, spiaggia enorme bagnata da profonde onde  oceaniche. Poi tornavamo in hotel con la tipica stanchezza vacanziera. Visto il bel tempo pranzavamo in piscina con con un panino e tutto il pomeriggio restavamo lì, sdraiati su quei lettini grandi come la mia camera da letto! La giornata si concludeva con una cena fuori, tavolo per due vista mare.

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Mi dimenticai degli avvertimenti del mio amico Nik, in effetti solo una volta ci trovammo in una situazione leggermente spiacevole. Un pomeriggio prendemmo un gelato da un venditore ambulante e questo si mostrò molto interessato al nostro rapporto. Il tipo mi guardò poi chiese a Mr. Bear: “chi è lui?” Parlarono in francese per qualche secondo, io non capii niente però percepii una certa tensione. Appena ci allontanammo Mr. Bear mi disse che il buon uomo gli fece diverse domande, voleva sapere dove erano i nostri genitori, che cosa stavamo facendo lì… ed altre cose di questo genere. Il mio compagno gli rispose che eravamo fratelli e che i nostri genitori erano a Parigi… eravamo semplicemente due francesi in vacanza!

Autobus per Marrakech, quello lussuoso costava solo 3 euro in più quindi decidemmo di far finta di essere ricchi! In effetti era identico all’altro autobus, forse i sedili erano un po’ più grandi… ah… il wi-fi! C’era la connessione wi-fi!

Appena arrivammo in città e mi resi subito conto che la situazione era notevolmente cambiata. Traffico pazzesco, scooter che sfrecciavano in ogni direzione, pedoni che rischiavano la vita ogni volta che attraversavano la strada, sottofondo musicale di clacson persistenti! Il viaggio in taxi… vogliamo parlare del taxi che ci ha portato in hotel? Ho perso 10 anni di vita!

Depositati i bagagli in camera uscimmo subito per visitare piazza Jamaa el Fna. Venditori ambulanti che ci chiamavano a destra e sinistra, venditori di spremute che ci urlavano da 10 km di distanza, gli incantatori di serpenti, i tizi con le scimmiette munite di pannolino, la zingara che voleva leggerci la mano, l’altra che voleva farci un tatuaggio all’henne, quello che vendeva le dentiere…. AAAAAAA!

Il mio primo pensiero fu: “io dovrei stare qui tre giorni? Ma siamo pazzi???? Voglio andarmene subito!”.

Mr. Bear percepì il mio disagio e propose di tornare in hotel. Ero scombussolato, spaventato ed infastidito da tutte quelle persone che ci trattarono come un salvadanaio da distruggere per ottenere qualche moneta.

Il giorno seguente ci avventurammo per il mercato… o meglio dire… per il souk! Decisi di approcciarmi in maniera diversa ai venditori ambulanti, loro cercavano di attirare la mia attenzione ma io andavo dritto per la mia strada. All’inizio mi sentii un po’ in colpa… poi no… anzi… qualche “vaffan***o” mi sfuggì fra i denti!

Il souk è tipo un grande centro commerciale, diviso in reparti. La prima parte prettamente turistica era dedicata ai souvenirs di ogni genere, probabilmente merce importata dalla Cina. Più internamente invece ci sono i reparti più interessanti! I miei preferiti senza dubbio furono quello del cuoio e quello delle ceramiche. Ho visto borse da uomo non belle, di più! Poi quei mega piatti e tajine dipinti a mano… bellissimi!

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Pranzo a base di club sandwich e coca cola sul terrazzo con piscina del nostro hotel… vista minareto! Non eravamo più francesi… mi sentivo molto americano baby!

La piazza di Jamaa el Fna al tramonto toglie il fiato. Aperitivo in un bar al terzo piano, una folla di gente sotto di noi, il profumo delle bancarelle del cibo, il suono dei tamburi e la luce, una luce color ambra che non avevo mai visto prima.

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Dedicammo il secondo giorno alle tipiche mete turistiche, Trascorremmo la mattinata ai giardini Majorelle, mi aspettavo qualcosa di più grande… ma è un luogo magico! Cactus giganti nascondono questa graziosa villetta blu… così blu da dar nome al colore stesso! Un pranzo veloce nel quartiere moderno per poi tornare alla Medina e visitare altri palazzi storici.

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Ovviamente non poteva mancare un giro sui cammelli… anzi… dromedari! Arrivati al campo base un tizio ci fece indossare una specie di tunica ed un turbante in tinta… avrei voluto chiedere al gentile signore se quei vestiti erano stati lavati di recente ma sapevo già che la risposta non mi sarebbe piaciuta :(. Si presentò un altro ragazzo dal tipico nome arabo che ora non ricordo, la nostra guida. Mentre cavalcavamo quelle enormi e puzzolenti bestie la guida ci raccontava del paesaggio circostante, ogni volta che finiva una frase ci ricordava che il suo compenso non era compreso nel prezzo del tour… praticamente ci ha parlato del nulla per 45 minuti, il suo lavoro consisteva nel fare il simpatico per ottenere una bella mancia!

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Il tassista ci riportò in hotel… ma non subito! Ci disse che nel prezzo dell’escursione era compresa una sosta in una farmacia/erboristeria tipicamente marocchina, la titolare casualmente era sua sorella! Ragazza sveglia, ci propose diverse cose compreso il viagra… penso che nel giro di 15 minuti abbia pronunciato la parola viagra circa 25 volte! Ma noi, da bravi ragazzi, comprammo solo dell’olio di argan e del tè.

Per l’ultima serata avevamo deciso di mangiare nelle bancarelle di piazza Jamaa el Fna. Eravamo convinti… abbastanza convinti… cioè l’idea era quella ma arrivati in loco… cambiammo idea. Diciamo che era un po’ troppo sporco per i nostri gusti! Inoltre i vari cous cous e tajine di pollo e limone ci avevano abbastanza rotto la minchia!

Ristorante italo-francese nascosto tra le vie del souk. Un cortile interno molto romantico con luce soffusa… personale gentilissimo e cibo ottimo!

La conclusione perfetta di un viaggio meraviglioso!

Se non siete mai stati in Marocco ve lo consiglio. È uno di quei posti dove non visiti dei semplici monumenti ma incontri una cultura diversa e respiri un’atmosfera nuova, inaspettata e sorprendente. Ovviamente 1000 baci a Mr. Bear che ha reso questa vacanza ancora più speciale!

g-s-b@libero.it

Una nuova storia.

Dopo la vacanza a Mykonos lo sentivo ogni tanto su Whatsapp: come va? Che fai? Dove vai stasera? Messaggi standard che preannunciavano forse una piacevole conoscenza. Lo incontrai casualmente due volte in quel piccolo bar sulla spiaggia. La drag queen era vestita a festa e si impegnava veramente tanto nella sua esibizione, noi parlavamo, sempre un po’ lontani, distaccati.

Lo incontrai una terza volta, in una discoteca. I ragazzi sul cubo avevano trascorso il sabato pomeriggio a lucidarsi i muscoli ed a sbiancare i loro slip super aderenti. Io ero con i miei amici e lui con i suoi, stavamo ballando tutti insieme, noi al centro. Quella sera, nonostante il pavimento scivoloso, decisi di non prestare attenzione alla distanza di sicurezza, lo scontro fu inevitabile: il primo bacio fu breve, il secondo un po’ più lungo, il terzo infinito!

Ladies and gentlemen: MR. BEAR!

Il primo vero appuntamento si fece attendere, ora non ricordo ma probabilmente passarono due o tre settimane. Ero un po’ nervoso, non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo cosa si aspettava da me… Queste incertezze mi portarono a chiudermi in me stesso, mi sentivo leggermente impacciato e rompevo ogni silenzio con domante inutili giusto per riempire quei paurosi spazi vuoti. Iniziai a tranquillizzarmi verso metà cena, parlammo della vacanza a Mykonos e della strana casualità di esserci conosciuti così lontano da casa. Dopo una lunga passeggiata ci sedemmo sulla scogliera rivolti verso sud, scenario da cartolina: un faro lampeggiante alla nostra sinistra ed una luna piena enorme davanti a noi. Il silenzio che prima mi terrorizzava divenne indispensabile.

Era tutto perfetto, pittoresco ma non banale! All’inizio le parole erano interrotte da qualche bacio, alla fine i baci erano interrotti da poche parole. Proprio in quel momento mi resi conto che non era una semplice avventura, forse poteva nascere qualcosa di bello, ne ero quasi sicuro… in effetti quel “quasi” non mi faceva stare tranquillo. Le precedenti avventure veloci ed insignificanti mi avevano reso scettico ed insicuro, quello che sparisce, quello “serio” che dopo 3 giorni ti scrive “ho le piattole, scusa!”, quello che non riesce neanche a pronunciare la parola “gay” per quanto è represso… ecc… ecc!

Ero pronto? Spesso ci lamentiamo della nostra solitudine, sono tutti pazzi, egoisti, maniaci sessuali… e se poi ti capita quello giusto… che si fa? Ti metti in gioco rischiando di prendere una bella batosta o fuggi via? Quella sera optai per la prima scelta. Ad una prima occhiata avevo delle buone carte in mano, decisi di giocare questa partita fino in fondo. ALL IN! Probabilmente una sconfitta mi avrebbe portato ad un ritiro solitario e riflessivo… non eterno ma sicuramente avrei abbandonato tutte quelle stupide chat per qualche mese. Non avevo più voglia di conoscere persone inutili. Ero stanco.

Bhè, vinsi la partita, anzi mi piace pensare che ci furono due vincitori!

Sono passati diversi mesi da quella serata. Credo di aver messo in pratica quello che ho imparato nelle precedenti relazioni, abbiamo i nostri spazi, ci rispettiamo, ci vogliamo bene e stranamente non abbiamo ancora litigato. Dico “stranamente” perché non sono abituato a questa calma! Arriverà sicuramente qualche litigio, è inevitabile. Ma ho intenzione di godermi questa quiete fino all’ultima goccia!

g-s-b@libero.it

 

IL #SANREMOARCOBALENO DEI NOSTRI POLITICI.

È da poco finito Sanremo 2016 e devo ammettere che quest’anno è stato (forse) meno pesante del solito. Probabilmente sto diventando vecchio ed inizio ad apprezzare questo mega show 100% italiano, diciamo che potrebbe essere paragonato ad una partita della nazionale, quasi tutti la guardano… magari non per intero ma una occhiata al volo ogni tanto non può certo ucciderci. La prima serata ho seguito il festival molto molto poco e non mi sono accorto di nulla, il giorno dopo un misterioso hashtag spopolava in tutti i social: #SanremoArcobaleno. Non potevo perdermi la seconda puntata, volevo assolutamente vedere quale artista si sarebbe esibito con i nastrini colorati!

Mi venne in mente una cosa: Come avranno reagito i politici del Family Day?

Non lo sapremo mai… tuttavia potremmo fare qualche supposizione… e come dice la bravissima Malika… SENZA FARE SUL SERIO! 🙂

Casa Meloni: Giorgia stava bevendo una tisana al finocchio, si sentiva un po’ gonfia probabilmente a causa della sua gravidanza “incostituzionale”. Quando vide Elton John salire sul palco i suoi occhi si sgranarono e sputò la tisana sul tappeto: “Mamma Rai dà l’utero in affitto a Elton John per uno spot pro adozioni gay. Ma invece di farsi pagare come le altre, paga lei.” 

Mia cara… probabilmente le adozioni gay sono il tuo peggiore incubo visto che le vedi dappertutto! Sir. Elton ha semplicemente pubblicizzato il suo nuovo disco.

Casa Maroni: il caro Roby si sistemò gli occhiali, capì che non fu un abbaglio infatti quella cantante ostentava nastrini colorati senza vergogna: “Com’è possibile?” pensò fra se e se “ho illuminato il Pirellone e non è bastato?!” Il giorno dopo andò all’ikea e comprò 10.000 candeline, le dispose in Piazza Duomo una ad una formando la scritta “FAMILY DAY”, iniziò ad accenderle dall’ultima lettera fino ad arrivare alla prima. Peccato che le candele economiche non hanno una lunga durata, non appena finì di accendere l’ultimo moccolo si alzò per ammirare il suo capolavoro, la scritta “DAY” si era già spenta.

Milano era illuminata da una parola molto importante: FAMILY. Una famiglia è formata da te e me, da lui e lei, da lei e lei, da lui e lui, da me e dal mio cane. Roberto… apri gli occhi!

Casa Giovanardi: Carlo guardò tutto il Festival, non si alzò dal divano neanche durante la pubblicità. La prima sera mandò un messaggio alla Ferilli, si complimentò per la sua simpatia, la seconda sera inviò un telegramma alla Fracci, si complimentò per la sua eleganza, la terza sera mandò un’ e-mail alla Versace, si complimentò per la sua autoironia, la quarta sera mandò un mazzo di rose a Belén con un biglietto: “sei bellissima!”.

Epilogo: non si accorse di nulla!

Casa Salvini: Matteo non guardò il Festival, si dedicò al suo gioco preferito: AFFONDA LA FLOTTA.

Casa Adinolfi: Mario stava guardando Sanremo nella sua stanza preferita, la cucina. Quando si accorse dei nastri colorati chiamò sua moglie… cioè… la sua seconda moglie… sposata a Las Vegas… in tuta… “Perché questa gente continua a difendere i diritti dei gay? Non hanno capito che è contro natura una famiglia composta da due uomini ed un bambino? Non hanno capito che è sbagliato comprare un bambino?” La sua consorte lo guardò pensando: “è sbagliato comprarsi un bambino… ma una moglie fica a quanto pare no!” Poi si avvicinò al suo maritino e cercò di calmarlo… era sconvolto! Continuava ad urlare “è contro natura…. è contro natura… è contro natura!” La povera donna fu costretta ad infornare una teglia di lasagne per farlo calmare.

Mariooooooo…. in natura esistono animali omosessuali ed esistono pure casi in cui due animali dello stesso sesso allevano un cucciolo! Sai cosa non esiste in natura? L’obesità e soprattutto la stupidità!

Casa Santanchè: Daniela aprì una raccolta fondi per sostenere i cantanti OBBLIGATI dalla RAI ad esibirsi con i nastrini colorati.

Casa Gasparri: Eccoci qua… a casa di Maurizio! Lui e sua moglie Amina erano in sala da pranzo e si gustavano la cena guardando il Festival. La signora si accorse subito dei nastrini e sperò con tutte le sue forze che il marito non li avesse visti… Purtroppo ad un certo punto… “AAAAAAHHHHH…. CAMBIA CANALE! CAMBIA CANALE! CAMBIA CANALE!” Amina iniziò a correre come una pazza per la stanza cercando il telecomando. Non lo trovò. Non le restò che fiondarsi verso la Tv e staccare la presa… pericolo scampato. Dopo qualche minuto tornarono a guardare il Festival, salì sul palco Annalisa e  non si vedevano frappe colorate intorno a lei. “OOOHH… lei sa distinguere il bene dal male… lei è intelligente! Superiore a quella di prima!”. La telecamera strinse sul volto della cantante, Gasparri intravide qualcosa dipinto nella mano di Annalisa, era una bandiera multicolor. Maurizio iniziò a sudare, i suoi occhi si riempirono di sangue, la sua saliva iniziò a diventare schiuma bianca… “AAAAAAHHHHH…. CAMBIA CANALE! CAMBIA CANALE! CAMBIA CANALE!” Amina, che è una santa donna, corse di nuovo verso la Tv, staccò la presa e tornò a tranquillizzare il marito, mentre lo teneva fra le braccia gli disse: “caro, ti accendo il computer così puoi insultare qualcuno su twitter… vedrai che dopo starai meglio!”

Casa Brunetta: Allora… no dai! Ho già sparato all’ambulanza (Gasparri), con Brunetta sarei super banale!

Prima di scrivere queste scemenze tratte dalla mia fantasia ho perso un po’ di tempo a studiare questi politici, wikipedia, twitter, ed altri portali. Non pensavo che la situazione fosse così critica. Incredibile… sono rimasto stupito dall’arroganza, ignoranza e stupidità di questi esseri. Siamo nel 2016, vero? O siamo tornati indietro nel tempo verso il medioevo? Mi preoccupano di più i cittadini italiani che la pensano come loro: benzina che alimenta la loro superbia. Che vi devo dire… sarò ingenuo io che credo in un Mondo regnato dalla giustizia, uguaglianza e buon senso!

#lovewins

#sanremoarcobaleno

#svegliaitalia

 

 

VIGILIA DI NATALE.

20151225_123215La nonna si avvicina furtivamente, mi allunga 50 euro e mi incita a nasconderli velocemente come se stesse spacciando del crack… fa così con tutti gli altri nipoti e non ho mai capito perché si comporta in questo modo strano. Non manca mai la sua frase di rito: “C’è sempre una sedia vuota per la tua ragazza!”.

Ora è il turno di mia zia, mi afferra sotto il braccio e mi porta in un angolino del ristorante… oddio!!!! Io ho già capito tutto! Mi fissa con i suoi occhietti furbi e dice: “Quando ce la presenti?” Io (come sempre) faccio finta di non capire così la costringo a farmi una domanda più esplicita: “Hai una morosina?” Ecco, ci risiamo! “No zia… sono single!” Inizia il suo sermone dove mi spiega l’importanza di avere una compagna (con la A finale) al mio fianco poi, essendo una parente stretta, prende le mie difese dicendo cose del tipo: “Ti capisco, non ci sono più le ragazze di una volta!”.

Torno al tavolo, ogni anno è un casino per organizzare i posti a tavola. Di solito i maschi si mettono da una parte e le femmine dall’altra. Io “stranamente” finisco sempre tra i due gruppi ben distinti, insieme ai bambini! Quello è il mio posto e se devo essere sincero mi va benissimo così, non mi ci vedo proprio tra i maschietti a parlare di pesca, caccia e trattori!

Inizia la cena, mentre i camerieri portano gli antipasti inaspettatamente si accende la lucina rossa del mio gay-radar. È un bel ragazzo, capelli super curati, occhiali alla moda ed un anello… Tre indizi non sono pochi, inizio ad indagare, facebook è meglio della C.I.A.! Dopo due minuti so tutto di lui: nome, cognome, indirizzo e preferenze sessuali, avevo ragione! Il ragazzo è della parrocchia!

Non siamo neanche arrivati ai primi che già sono pieno come un uovo! Mi ero ripromesso di mangiate poco ma sono un ingordo, come faccio a resistere a tutte quelle cose buone??? Iniziano a servire i secondi alle ore 23:00… Sto male! Non riesco più a respirare. Mangio.

Finalmente arriva il sorbetto al limone, finalmente la cena è finita, finalmente mi alzo dalla sedia!

Parlo un po’ con le mie cuginette, sono un po’ più grandi di me ed entrambe hanno una famiglia perfetta sulla carta. Un marito con un lavoro, una casa di proprietà e due figli: ovviamente un maschietto ed una femminuccia! Siamo della stessa generazione ma completamente diversi! Forse c’è una piccola parte di me che invidia la loro vita, sembra perfetta ma sicuramente anche loro avranno qualche problema. Rappresentano una stabilità che forse non avrò mai, in effetti non so neanche se la vorrei, conoscendomi potrei sentirmi rinchiuso in una gabbia!

Cambio sedia, ora è il turno di un’altra zia, quella più giovane. Lei non mi chiede mai della ragazza, è sveglia! Sul più bello della conversazione tutti gli ospiti iniziano a mettersi il cappotto… È ora di andare a casa, dopotutto è quasi l’una!

Arrivato a casa mi metto sul divano, gioco col cellulare e trovo un’e-mail del mio amichetto virtuale “little boy”. Non era un semplice messaggio di auguri… Mi ha raccontato la sua vera storia, la sua vita! Le sue parole mi hanno veramente commosso. Grazie piccoletto!

Un’altra vigilia di Natale è passata, mando un messaggio a Mr. Bear… È ancora con i suoi amici… Sapete… non sono più solo! Presto vi parlerò di lui! 🙂

Buon Natale a tutti, un abbraccio!

g-s-b@libero.it

UNA PICCOLA STORIA VERA.

I due ragazzi arrivarono a Parigi in tarda serata, l’attentato era ancora in corso ed il bilancio delle vittime era ancora basso, si parlava di 20/30 morti.

Il taxi correva veloce verso il loro hotel ed in quel momento Mr.G decise di posticipare il suo piano, spinse la piccola scatola dell’anello in fondo alla tasca del cappotto e sorrise al suo compagno. La situazione era molto confusa ma erano ben coscienti della gravità di questo secondo attacco.

Si rifugiarono nella loro stanza e si stesero sul letto, erano un po’ frastornati e rimasero a guardarsi negli occhi per un tempo indefinito.

Mr.G ruppe il silenzio, iniziò a parlare. Il terrore e l’odio non sarebbero mai entrati in quella stanza. Aprì il suo cuore e dopo qualche minuto tese la piccola scatola verso il suo compagno.

Impossibile non commuoversi, impossibile non abbracciarsi, impossibile non baciarsi.

Gli esseri umani sanno amare, tutti gli altri sono semplicemente animali poco evoluti.

#lovewins

#prayforparis

g-s-b@libero.it

 

 

ICONE GAY: FALLING QUEENS!

“NON TI PIACE MADONNA??? Caro mio… non capisci niente di musica!”

Se me lo avesse scritto un ragazzino di 18 anni gli avrei spiegato che crescendo i suoi gusti musicali sarebbero cambiati! In questo caso invece il mio interlocutore era un “diversamente giovane”, definiamolo un over 40 plus! Non avevo proprio voglia di iniziare un classico dibattito frocesco, lo salutai con una emoticon ammiccante. 😉

Avrete già capito che oggi si fanno discorsi seri!

Mentre gli etero discutono animatamente di calcio dividendosi tra Milan, Juventus ed Inter, i gay stanno combattendo una guerra fredda schierandosi con Madonna, Lady Gaga o Katy Perry.

Fermi tutti, c’è qualcosa che non va:

ETERO → CALCIO → UOMINI SUDATI IN CALZONCINI.

GAY → MUSICA → DONNE MEZZE NUDE.

Com’è possibile??? Ah… giusto… Le icone gay!

Di fronte alla mia ignoranza mi vedo costretto a consultare Wikipedia per capire meglio cosa sono queste creature! Dunque, l’enciclopedia virtuale mi dice che un’icona gay deve avere le seguenti caratteristiche:

1.BELLEZZA

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Bhè… non è più una ragazzina… Certo che il Make Up fa miracoli!

2.ELEGANZA

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Questa foto è di qualche anno fa, ancora non era uscita la notizia che la carne rossa potrebbe essere cancerogena per la salute!

3.FORZA DI FRONTE ALLE AVVERSITÀ.

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Ognuno supera le proprie disavventure come può… 

Non vi nascondo che ancora sono un po’ confuso, proprio non riesco a capire a cosa servono queste icone… Siamo proprio sicuri che siano dei modelli da seguire?

Sicuramente in passato ci sono state delle persone che hanno combattuto per i diritti dei gay pur non essendolo, loro forse sono dei modelli da prendere come esempio! Oggi purtroppo molti artisti sostengono una causa per vendere più dischi, non voglio fare di tutta l’erba un fascio, magari ci sono delle eccezioni, tuttavia è solo il mio modesto parere!

Ma chi ha dato la corona a queste “regine” della musica pop?

NOI… È TUTTA COLPA NOSTRA! Siamo schifosamente attratti dalle loro canzonette “ascolta e getta”, troviamo irresistibili i loro balletti ed invidiamo il loro stile di vita. Loro, le regine, lo sanno bene ed usano la nostra immagine per pubblicizzarsi. Video musicali ambigui pieni di uomini muscolosi e mezzi nudi, baci saffici lesbo (Madonna ormai se l’è passate tutte) e dichiarazioni che mi fanno venire il latte alle ginocchia del tipo: “i gay sono i miei migliori amici!”.

Non posso negare che qualcosa di socialmente utile lo hanno fatto quasi tutte e tre, qualche piccola buona azione che ovviamente finiva nei giornali di tutto il Mondo!

La cosa che mi dà più fastidio è il sentirmi giudicato in base alle mie preferenze musicali. Se ascolti Madonna sei vecchio, se ascolti Lady Gaga sei sfigato e se ascolti Katy Perry sei stupido! Ascoltate chi vi pare, comunque, cari miei critici, la musica buona è tutt’altra cosa!

Oggi voglio fare un po’ di beneficenza, voglio regalare a queste signore un po’ di umanità… Immagino che saranno stanchissime di volare in alto, le riporterò per qualche istante al suolo… La forza di gravità non risparmia nessuno!

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Corna e mantello non sono un buon connubio, si potrebbero impigliare ed il risultato… sarebbe molto doloroso! Lo sa bene la nostra amica Madonna che agli ultimi Brit Awards ha fatto un bel volo! Tranquilli… non si è fatta male ed ha ripreso lo show dopo pochi secondi!

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Ora è il turno della signorina Gaga. Usare il pianoforte come palco può essere pericoloso, basta un piccolo sbilanciamento per assaporare la durezza del pavimento! Fortunatamente la mega parrucca ha attutito il colpo… Show must go on!

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La simpatica Katy! Un consiglio a tutti i lettori, se avete intenzione di tuffarvi in una mega torta assicuratevi che sia vera… e non di plastica! L’effetto sarebbe quello di un mega pugno nello stomaco!

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 Inoltre… non è una buona idea camminare col tacco 12 su un pavimento ricoperto di panna! La povera signorina Perry è stata costretta a strisciare come un verme per fuggire da questa trappola mortale!

Bene, ora dovrei concludere con la mia solita frase moralista… mi odio quando lo faccio! Quindi… THAT’S ALL FOLKS!

A presto!

g-s-b@libero.it